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  • Alex Zanardi

Tutti pazzi per Alex

Tutti pazzi per Alex

Siamo arrivati al Velodromo di Montichiari, fra l’altro strepitoso con il suo anello da 250 metri  che raggiunge una pendenza fino al 43% e la pista in pino siberiano, piuttosto emozionati al solo pensiero di incontrarlo, di vederlo in pista con il suo guscio, lui e la sua bella faccia da uomo forte, leale, aperto.

Non si è fatto attendere. Si è cambiato, ha indossato il Bambino che, con l’assenza della coda, generalmente piuttosto invasiva e scomoda nei crono, oltre che fargli guadagnare in velocità lo faceva stare più comodo. Ha sfogliato con interesse il nostro libro sulla Tappa del Giro d’Italia di Handbike a Desenzano del Garda, ha ostiato un po’ dietro la corona del suo missile e poi, anticipato da Vittorio Podestà e Fabrizio Macchi, che già sfrecciavano su quella magnifica pista, si è lanciato come sparato dal cannone, veloce, agile, roba da non riuscire a scattare come si deve, vista anche la scarsezza di luce.

Quando ha finito i suoi test che lo hanno impegnato per bene un paio d’ore, si è provato lo Stealth, il nuovo casco da sci Kask che gli aveva portato Angelo Gotti in direttissima da Bergamo, perché è pure un appassionato della neve, ha scambiato commenti e visioni sul prodotto, suggerimenti preziosi per centrare ancora di più l’obiettivo.

Noi? A guardare e ad ascoltare, con il solo commento del click della Canon, questi tre campioni.
Sono questi gli incontri che lasciano una scia, per dirla in termini ciclistici, come quando ebbi il privilegio di lavorare con Franco Ballerini e anche allora mi stupii la semplicità dei suoi modi, in netto contrasto con tante primedonne arroganti con cui ebbi e ho tutt’oggi la sventura di incrociare sul mio sempre più curvilineo percorso.

Allora ho ripescato questa poesiola che scrissi per i partecipanti all’Handbike, la prima volta che li vidi correre.
Il traguardo

Lui fece un sogno, ma non dormiva
La gente intorno che lo applaudiva,
La curva a gomito, l'asfalto fischia,
Ma lui imperterrito è ancora in pista.

Le braccia dure come il granito
Riposeranno quando è finito
L'ultimo metro che va all'arrivo,
Lui è già contento di essere vivo.

Nel loro sguardo c'è un nuovo sguardo
Lui va veloce come un ghepardo.
Pedala forte, non pensa a niente
Adesso è lui l'indifferente
A tutto il male della distanza
Alla pietà senza sostanza.

Pretenderà l'ammirazione
Che è la conquista del campione
Perché di gare ne ha fatte tante
In un mondo piccolo è lui il gigante.
La gloria va a chi non rinuncia,
A chi combatte, a chi denuncia,
A chi è diverso, ma non ci sta
A stare ai bordi della realtà.

Non voglio cedere, continuo, insisto
perché ho imparato da quel che ho visto.
Nel nostro sguardo c'è un nuovo sguardo:
AMA LA VITA: ECCO IL TRAGUARDO!
E. Pellegrini

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