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Jenny e la nostra prima copertina

Jenny e la nostra prima copertina

La prima volta non si scorda mai.

Frugando fra i nostri ricordi, c’è di sicuro il primo Mondiale vinto da un’Italia calcistica con i fiocchi. Nel nostro caso possiamo dire “io c’ero” per il mitico ’82 di Scirea, Rossi e Tardelli.

La prima bicicletta? Nel mio caso una Bianchi color bronzo, pesante come un ferro da stiro di quelli antichi, indimenticabile come lo fu il suo furto in un vicolo di Lignano.

La Steel rimembra con una certa dose di nostalgia la prima copertina, arrivata grazie al bel volto scolpito di Jenny Fletcher, ex modella e triatleta a tutto tondo.

Jenny doveva testare il neonato di casa Kask, un portento di casco dal sistema di aerazione da sballo, anzi da vertigine, il Vertigo per l’appunto. Poi, giusto per non farci mancare nulla, ha pure "assaggiato" le performace del Mojito...

Bella come il sole, muscoli costruiti con grazia e tenacia, un volto da angelo su un corpo da guerriera. Tutti i maschietti dello staff improvvisamente, sarà stato per il caldo o forse per il micidiale cocktail Vertigo+Mojito a digiuno, avvertirono una sorta di misterioso stordimento.

Ero rimasta la sola lucida, sospetto.

Prima abbiamo scattato in studio e poi, in moto, abbiamo seguito gli sprint e i fuori sella di Jenny in mezzo alle Colline Moreniche dell’Alto Mantovano.

Si era pure disegnata una tutina così accattivante, con quei laccetti sul decolté, birichini il doppio, perché stampati e quindi illusori.

Sulla copertina di INBICI uscì la foto del suo profilo, simile a quello di una musa greca.
E. Pellegrini

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